14 Giu

Pochi sanno, o si disinteressano, delle conseguenza di non essere a norma con il famigerato D.lgs 198/03, meglio conosciuto come “legge sulla Privacy”.
Ma cosa dice il decreto? Andiamolo a leggere:

Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 27/11/2008
“Devono essere adottati sistemi idonei alla registrazione degli accessi logici (autenticazione informatica) ai sistemi di elaborazione e agli archivi elettronici da parte degli amministratori di sistema.
Le registrazioni (access log) devono avere caratteristiche di completezza,inalterabilità e possibilità di verifica della loro integrità adeguate al raggiungimento dello scopo di verifica per cui sono richieste.
Le registrazioni devono comprendere i riferimenti temporali e la descrizione dell’evento che le ha generate e devono essere conservate per un congruo periodo, non inferiore a sei mesi.”
Quindi tutti coloro che lavorino in rete, e trattino dati che esulino dai normali dati per la fatturazione, debbono essere in regola con la normativa.
E se non sono in regola? cosa mi succede?

Le prescrizioni del Garante in materia di attribuzione delle funzioni di AdS e di registrazione degli accessi sono adottate ai sensi dell’ art. 154, comma 1, lett. c), del Codice (d.lgs. 196/03).
L’art. 162 del Codice, come recentemente modificato dall’ultimo decreto milleproroghe, dispone, al comma 2-ter, che in caso di inosservanza dei provvedimenti di prescrizione di misure necessarie ex art. 154, comma 1, lett. c), è applicata, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da 30 mila a 180 mila euro.
Inoltre, l’art. 143, comma 1, lett. c), del Codice dispone che Il Garante può, in sede di reclamo, vietare il trattamento illecito o non corretto per la mancata adozione delle misure necessarie (cioè quelle che il Garante può prescrivere al titolare per rendere il trattamento conforme alle disposizioni vigenti come in questo caso) e il successivo art. 170 dispone in via generale che, chiunque essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato ai sensi dell’art. 143, comma 1, lett. c), è punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni
Le sanzioni, come abbiamo visto, sono di elevata entità, risultano molto più dispendiose che il mettersi in regola. E’quindi consigliabile, i primo luogo per adempiere a quanto ha stabilito il legislatore e per evitare sanzioni onerose regolarizzare la propria posizione, nel caso non si sia ancora provveduto a farlo.

Fonte: www.geagame.it – www.zanoli.biz

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